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Tratto dal sito del DAN
relazione del prof. Marroni durante la seconda edizione di SUBACQUANDO che quest’anno si è svolta a Levico, in Trentino

Ruolo, Importanza e Rischio del Forame Ovale Pervio (PFO) per il Subacqueo Ricreativo

Sono stati presentati i risultati dello studio DAN Europe, comunicato anche ad un congresso della NASA sul rischio di PDD (Patologie da decompressione n.d.r) nelle attività spaziali extraveicolari, che hanno portato sia la NASA che diverse autorità internazionali a considerare non indispensabile e non indicato l’esame a tappeto per la rilevazione del PFO nella valutazione dell’idoneità all’immersione.

Lo studio DAN ha dimostrato che il PFO - variante presente in oltre un terzo dell’umanità e non malformazione cardiaca - non è collegato statisticamente ad un aumentato rischio di PDD neurologica midollare e che è necessario un significativo aumento della pressione toracica, come si può avere durante notevoli e prolungati sforzi, o accessi di tosse, durante la risalita e dopo l’emersione, per far si che le bolle gassose presenti nella circolazione polmonare e nelle parti destre del cuore, passino a sinistra e penetrino nella circolazione arteriosa. Le attuali conoscenze consentono di affermare che, anche in presenza di un PFO, il passaggio di bolle nella circolazione arteriosa è infrequente e richiede momenti di sforzo intenso e prolungato e che, in sintesi, il vero problema non è il PFO, ma il rispetto di profili di immersione che non producano bolle circolanti in eccesso

Cos’ è il Forame Ovale Pervio

Il forame ovale pervio è un passaggio che congiunge in modo anomalo i due atri; la sua persistenza è dovuta alla mancata fusione dei due setti del cuore, che normalmente avviene subito dopo la nascita. A causa della presenza di questo passaggio, il sangue tende a passare dall’atrio destro verso quello sinistro. Il forame ovale pervio è presente in circa un quarto della popolazione italiana (più o meno 15 milioni di persone), ma è rischioso per la salute solo in alcuni casi, quando il sangue che passa dall’atrio destro a quello sinistro porta con sé dei piccoli coaguli di sangue, che arrivano dalle gambe, e che possono bloccare il flusso di sangue nelle arterie di piccole dimension